I dati pi๠aggiornati mettono in comparazione i primi nove mesi del 2009 rispetto a quelli del 2008.
Il calo registrato complessivamente èdel 3,3%. Per quanto negativo, comunque, va segnalato che ètuttavia inferiore rispetto alle analoghe statistiche condotte negli altri principali Stati comunitari, in cui la riduzione rilevata èstata ovunque superiore. Questi dati, perà², andrebbero depurati da alcune entrate “una tantumâ€, senza le quali il calo sarebbe superiore al 5%.
Nell’analisi mese per mese, agosto èstato l’unico con segno positivo, mentre settembre èstato quello con la maggiore variazione negativa.
L’analisi pi๠interessante, perà², ècerto quella per tributo.
L’IRPEF cala del 2,4%, attestandosi a 113,7 miliardi di euro. Va notato come curiosamente le ritenute nel settore privato siano precipitate, mentre siano incrementate quelle nell’ambito pubblico.
Crescita impressionante del gettito delle imposte sostitutive sui redditi di capitale. Spiccano soprattutto gli incassi dell’imposizione sugli interessi maturati su conto corrente, cresciuti del 30%.
Crollano invece IRES (-18,7%) e IRAP (-10,3%), soprattutto nei dati sugli acconti per il 2009: facile dedurre un largo ricorso al metodo previsionale piuttosto che allo storico. Ed ètutto da vedere quanto inciderà in negativo il taglio sugli acconti di novembre, coperto dai proventi dello scudo fiscale e stimato in 3,8 miliardi.
Malissimo anche l’andamento delle imposte indirette: IVA, registro ecc. Si salva solo l’imposta di bollo.
Infine, buone o discrete notizie dai monopoli su lotterie, scommesse e tabacchi, in cui una lieve crescita rispetto al 2008 èquasi generalizzata.