La Kuneva, prima bulgara a sedere fra gli scranni della Commissione (il suo Paese èntrato nella UE solo due anni fa), sembra avere alcune idee chiare su come sviluppare il commercio all’ingrosso e, soprattutto, il commercio al dettaglio fra i vari Paesi europei.
Il commissario parte da un dato numerico: le transazioni commerciali fra un venditore e un cliente abitanti in diversi Stati comunitari sono dieci volte inferiori a quelle che avvengono negli USA fra residenti in Stati diversi.
E se èvero che l’integrazione politica americana èmolto superiore a quella europea e che la lingua èpur sempre la stessa, èanche vero che da noi esistono delle barriere legislative e di prassi imprenditoriale che incidono non poco e negativamente.
àˆ sul fronte di queste barriere che la Kuneva intende intervenire per rimuoverle e accrescere la concorrenza paneuropea nell’interesse del consumatore, dato che “la competizione èla migliore amica dei consumatoriâ€.
Fra queste barriere, si notano le diverse regole sull’IVA e sul copyright, che andrebbero uniformate in misura molto pi๠ampia di adesso. Ma, oltre questo, ci sono grosse incertezze sui tempi di consegna: il commissario suggerisce di fissare un termine ultimo di trenta giorni, che in verità non èpoco ma ècomunque inferiore a quanto consentito oggi in parecchie nazioni europee.
Andrebbero poi migliorate alcune forme di commercio elettronico, ad esempio imponendo che le opzioni contrattuali sfavorevoli al consumatore debbano essere espressamente selezionate dallo stesso, e non siano invece già selezionate di default e dunque eventualmente depennate una per una da parte del cliente.