Una delle categorie interessate èquella degli esercenti attività agrituristiche. Per essi èinfatti stabilito che l’IVA a credito del periodo di nostro interesse (mese o trimestre che sia) èpari al 50% esatto dell’IVA a debito. In altre parole, il calcolo avviene in maniera forfetizzata.
Ragion per cui, se in un dato trimestre si dovesse aver addebitato in fattura 10.000 euro di IVA ai clienti, il relativo debito da riversare all’Erario èpari a 5.000. A quel punto non assume pi๠alcun rilievo quanti e quali acquisti si fossero effettivamente eseguiti nel periodo, nè importano le ordinarie e complicate regole su detraibilità e indetraibilità .
Tale soluzione forfettaria èil regime naturale per gli agriturismi: costituisce cioèil regime che si applica in mancanza di espressa opposizione dell’imprenditore. Egli, infatti, puಠcomunque optare per l’applicazione delle regole ordinarie; il che significa che durante l’anno eseguirà il calcolo dell’IVA secondo il metodo generale e nella successiva dichiarazione comunicherà l’opzione seguita.
L’opzione per il regime ordinario, una volta esercitata, èvincolante per un triennio e successivamente si rinnova tacitamente di anno in anno, almeno fino a che non si opti per ritornare al regime forfettario.
Naturalmente, per essere assoggettati a questa semplificazione contabile èindispensabile essere davvero imprenditori agrituristici, secondo quelle che sono le leggi regionali in materia, ed essere iscritti all’apposito registro.