In particolare, la nuova normativa prevede che i tre giorni al mese che spettano al lavoratore dipendente per l’assistenza di un parente disabile in determinati casi siano retribuiti non integralmente ma solo al 50%.
Il dimezzamento delle retribuzione spettante, tuttavia, riguarderebbe solo i permessi di cui il lavoratore fruisce per l’assistenza ai genitori disabili, in quanto la norma prevede che la retribuzione per tali giorni di astensione dallo svolgimento della prestazione lavorativa continui ad essere pagata integralmente qualora i permessi vengono fruiti dal disabile stesso oppure per l’assistenza ai figli o al coniuge.
Inutile dire che la nuova norma che modifica parte del sistema di retribuzione previsto per permessi a parenti disabili ha già scatenato un mare di polemiche. Sono in molti, infatti, ad aver parlato di una vera e propria discriminazione, in quanto non si riesce a capire la logica per la quale èstato deciso di assoggettare ad un diverso trattamento retributivo i permessi presi per assistere il figlio o il coniuge disabile e quelli presi invece per assistere un genitore portatore di handicap. Secondo alcuni, inoltre, questa modifica costringerà diversi anziani disabili ad abbandonare il proprio domicilio per essere trasferiti in strutture assistenziali.